Aldilà

Aldilà: non è solo il titolo del romanzo surreale che porta anche la firma di mio marito con il quale ho deciso di spiccare il volo della mia migrazione nell’universo di Amazon. Ma è diventato per me – e anche per voi, se lo volete – uno slogan: andare aldilà. Aldilà del libro esposto in vetrina, dei convegni organizzati dai librai (che non venderanno mai il nostro titolo), delle apparizioni in televisione (che non permetterà mai la presentazione di un libro senza editore di quelli tradizionali), e insomma aldilà di tutto ciò cui eravamo abituati o che è comunque riservato al libro che noi di una generazione dis-informatica siamo stati abituati ad acquistare in libreria o al supermercato, sulla bancarella o anche online, quando il mondo è via via cresciuto con noi e ci siamo dovuti adattare un po’.
Dunque, dobbiamo mettercelo ben bene in testa: se facciamo questa scelta dobbiamo essere consapevoli che aldilà si apre un mondo nuovo, e forse dovremmo studiare quasi come dovessimo prendere un diploma, una laurea… che dico? un master.
E ora un consiglio. Nulla è impossibile, anche quando troviamo grande difficoltà a familiarizzare con il “nuovo mondo”. Ci sono strumenti, regole, usi per muoverci nell’aldilà. Alcuni di questi li abbiamo presi in esame e li analizzeremo via via.
Ma ce n’è uno che vince su tutti: l’idea. Fatevi venire idee nuove per il mondo nuovo. Io una ce l’ho e la sto testando, perché anche le idee richiedono laboratorio per aggiustare eventualmente il tiro. Ne parleremo. Intanto voi fatevi venire la vostra. E ricordatevi di inventare quel che ancora non c’è. Così va avanti il mondo. Anche quello dei migranti.
Mi raccomando, seguitemi sempre. Cercansi “gabbiani Jhonathan” per migrazione speciale. Mi riferisco a colui che si stacca dal gruppo e vola, solitario e “diverso” alla conquista di nuovi territori letterari. Non voltiamoci mai indietro, avanti tutta!

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