Di nuovo con voi

Di nuovo che c’è, amici della Gioconda capovolta?
È trascorso quasi un anno dall’ultima volta che sono entrata in questa mia “casa nei cieli”, lo so. Era appena stata completata di arredi di parole. Ora sono consapevole che farò pasticci, perché – come tutti sappiamo – è la funzione che sviluppa l’organo, e l’organo è un po’ arrugginito.
Ma tanta acqua è passata sotto i ponti: intervento chirurgico con dolorose e lunghe complicazioni ed ennesimo trasloco. Vi scrivo infatti da Roma, dove tutto è cambiato in trent’anni:l’ambiente, il traffico caotico, il panorama di una città abbandonata a se stessa, invecchiata, appesantita. Ma tant’è. Le persone sensibili come me dovrebbero vivere con gli occhi chiusi, il naso tappato… ma poi, come evitare le buche a ogni passo? La sfida è: trovare il paradiso anche quando intorno sembra tutto inferno. Intanto, quel che conta è che siamo di nuovo insieme, e ora sono un po’ più serena.
Serena e felice perché ho cambiato “scuderia letteraria”: il mio nuovo editore è la Newton Compton. Dopo il divorzio obbligato da Sperling & Kupfer che mise tutti i miei libri fuori catalogo, eccomi di nuovo… accasata dopo gli esperimenti del self publishing con Amazon-Createspace. Prossimamente nella stanza dei “Territori letterari” vi parlerò delle conclusioni che ho tratto: risultato di laboratorio non positivo, a mio avviso, e vi dirò perché. Ma ritengo sia stato utile provare una strada mai praticata prima d’ora. Essere allieva da trent’anni di uno sperimentatore come il Da Vinci vuol dire seguire anche la voce della curiosità: eccellente qualità che ha mosso navigatori, ricercatori, artisti e scienziati.
Ci sono nuove pagine da scrivere insieme, ognuno con i propri strumenti: penne, colori, immagini, suoni e via creando. Per ora, come si dice quando ci si saluta… “di nuovo”, amici.

1 thought on “Di nuovo con voi

  • Una delle ultime opere di Leonardo fu San Giovanni Battista giovane (Louvre, Parigi). San Giovanni emerge da uno sfondo scuro in cui non si riesce a scorgere alcun riferimento spaziale, con una rotazione a spirale del busto che lo pone improvvisamente sotto una luce proveniente da sinistra.
    La parte in ombra del corpo rimane pur sempre visibile e distinta rispetto allo spazio indefinito dello sfondo e sembra suggestivamente proporre il riferimento al concetto del lumen cinereum della luna. (Leonardo da Vinci, Simona Cremante, Giunti, 2005, Firenze-Milano, p. 224).
    Leonardo ci rappresenta l’invisibile. La figura con la mano destra indica la Croce, quasi invisibile, puntando verso il cielo. La sua figura esoterica, e soprattutto androgina ricorda alcune figure michelangiolesche. Forse l’opera più enigmatica di Leonardo. L’unica senza un paesaggio come sfondo.
    I tratti femminili del volto, praticamente sovrapponibili ai lineamenti della Sant’Anna del Louvre, l’inquietante espressione di ammiccamento, l’altrettanto lasciva pelle di Leopardo indossata dal Santo, concorrono ad allontanare la figura dai tradizionali canini delle immagine sacre, per renderla, al contrario, una sorta di divinità pagana. (A.Antonini, A. Guasti, Leonardo, IdeaLibri, Milano, 2006, p.162).
    Ne era passata di acqua dal Battesimo di Cristo realizzato con il Verrocchio. Probabilmente il dipinto raffigura lo spirito di Leonardo.
    Anche qui la forma della capigliatura, stando agli stessi scritti di Leonardo, ha analogie con il del moto vorticoso dell'acqua, oggetto di approfondimento proprio in quegli anni, con le raffigurazione dei Diluvi. Il lento e raffinato sovrapporsi di velature della pittura a olio, e permette di ottenere morbidi e delicatissimi passaggi tra le luci e le ombre, accentuando la plasticità del soggetto e la rotondità delle forme. Impossibile è rilevare tracce delle pennellate, fuse nei tenui trapassi di colore, e dei molteplici strati pittorici sovrapposti. L'ultima opera di Leonardo ricorda l'ultimo lavoro di Michelangelo, la Pietà Rondanini. Nel quadro di Leonardo è sfumata non solo la pittura ma anche l'identità e quasi il sesso del raffigurato, mentre nell'opera di Buonarroti modificata radicalmente in corso d'opera non è chiara l'attribuzione dei personaggi. Entrambi i geni rinascimentali giungono a conclusioni sinestetiche. Cfr. ebook/kindle Leonardo e Michelangelo: vita e opere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *