il femminile negato, anche quello di Dio

Il femminile negato, anche quello di Dio: scacco all’equilibrio del mondo. Stavolta è protagonista di una fiction e non di un saggio. Era stato il tema di una delle mie migliori inchieste: “e dio negò la donna”. Nel caso del saggio vuol dire entrare dalla porta. Ma se ne può parlare anche entrando dalla finestra, cioè con un’opera che inventa sulle basi del reale. È quello che ho fatto con “La mappa da Vinci”. Femminile negato sulla terra, ma anche femminile negato nei cieli: quello di Dio. Sempre maschio, con un figlio unigenito sempre maschio, una (Ma)donna terrena che per carità aspetta un figlio ma non come conseguenza di un rapporto carnale, come accade a tutte le donne del mondo. In pratica mette a disposizione il suo utero e la sua castità, nel nome del peccato originale dal quale si deve riscattare. Poverina, poverini tutti. Conseguenza: la crisi delle relazioni sotto gli occhi di un mondo squilibrato. L’intera storia del romanzo ruota intorno all’equilibrio saltato per aria per colpa dello strappo al femminile. Lo dice il segreto stanato dalla frase in aramaico di Cristo, lo dice la Sindone, lo dice Leonardo nella sua opera più segreta, e lo dice lui stesso anche in una profezia che ha “visto” i guai di oggi e quelli futuri.
Inutile dire l’attualità del tema, collegato tra l’altro anche a Dan Brown e alla nostra comune “ossessione” del recupero del femminile dai pozzi bui della Storia. Enigmi a parte, ovviamente…
Uno dei più potenti e difficili da superare è la frase in aramaico pronunciata da Cristo sulla croce: Eli, Eli, lama sabactani? Cosa nasconde, al di là della traduzione corrente: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
La sfida a Dan Brown è anche su questo campo: scovare i segreti delle parole. Ma ne”La mappa da Vinci” in campo c’è la Parola di Cristo. Terreno in cui non si può scherzare, né barare.

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