Sdegno davinciano per una mostra scandalosa, sciatta e inutile

L’ho annunciato sulla mia pagina fb. Sdegno e delusione per la mostra di “Leonardo experience” in via della Conciliazione a Roma. E ho rimandato qui, nella mia “casa nei cieli”, chi volesse saperne di più, perché lo sdegno fosse condiviso. Le immagini traducono da sole lo sdegno. Parole ne servono poche, ma saranno necessarie anche quelle: intanto la mostra è assolutamente impraticabile dai disabili sia all’entrata che all’interno. Cciliegina sulla torta: toilette al II piano dopo decine di ripide scale! e poi tutto il resto che racconterò a puntate. Eloquente la smorfia della mega-Gioconda che accoglie il visitatore all’entrata. No, non è voluta… se non dal fato o dallo stesso da Vinci. Evidentemente ha messo le mani sulla sua creatura per trasmetterci il suo sdegno davinciano.
Nel testo del comunicato che appare in Internet il signor Leonardo la Rosa parla di esperienza “immersiva…”. Annuncia addirittura “arricchimenti futuri in previsione delle celebrazioni per il 500enario della morte di Leonardo…” (sic!). Aiuto!. Siamo certi che genitori dell’organizzatore avranno preso il suo nome dal santo del calendario cattolico e non dalla storia dell’arte. Sottolineiamo inoltre la banalità di una mostra – tra l’altro ripetitiva di quella a ridosso di piazza del popolo, sempre a Roma. E poi assolutamente “muta” sul genio più universale che il mondo abbia conosciuto.
Non perdiamo occasione per farci criticare dal mondo intero. Ma lo sdegno di ieri per me, che del da Vinci sono la portavoce, non ha fatto altro che confermarmi la validità, l’importanza e la necessità del nostro “Progetto Leonardo 2019”. Per ora sta viaggiando sottotraccia. Allora sì che il grande pubblico appassionato e curioso uscirà dall’ignoranza in cui – con dolo o solo voglia di arraffar soldi riempiendosi la bocca del da Vinci – chi “mette in Mostra” Leonardo quasi sempre tiene chi vuole veramente conoscerlo. I motivi dello sdegno continueranno, non finiscono qui, purtroppo. Specie con altre immagini e video eloquenti. E potrebbe diventare un’enciclopedia di come NON bisogna fare una mostra. Soprattutto se diciamo: Leonardo

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